PREMESSA
Qui a Testediserie raccontiamo ciò che ci fa emozionare; ciò che ci ricorda che nella vita bisogna dare il massimo per i nostri obiettivi. Tutto quello che nelle storie di Sport ci fa dire: "Ecco, loro ce l'hanno fatta, hanno lasciato il segno."
Questo articolo è stato proprio pensato e realizzato con questo spirito.
Al cancelletto di partenza, ad una quota di circa 2000m, sotto gli sci il vuoto ed un'autentica voragine dalla pendenza vertiginosa; poi la spinta e giù, in accelerazione, la pista ti viene incontro sempre più velocemente e nella percezione si restringe sino ad un cunicolo.
Poi le prime porte, le prime curve, ad ampio raggio: tenere e stringere sul palo? o mollare e allargare?
Mettere gli sci di traverso, rallentare e fare meno strada o mantenere le punte a valle per farne di più?
Le leggi della fisica ti presentano il conto: la forza centrifuga ti spinge oltre il limite; calcare un po' di più le lamine nel ghiaccio? Sì, ma non troppo!
E così via, vertiginosamente, fra drittoni, dossi, contropendenze, nuovi tuffi, salti, frenate e passaggi più stretti.
Tre chilometri, ottocento metri dislivello e sono sullo schuss finale, a 130 Km orari; taglio il traguardo, gli sci di traverso e sono finalmente fermo, fra la folla festante e un tripudio di bandiere al suono dei campanacci. È LA Discesa!
Sì, Federica, ora la discesa non ti fa più paura, incute rispetto, certo, ma non paura.
Hai completato un'evoluzione per niente scontata, anche per una Campionessa del tuo livello, dalle discipline tecniche alla velocità.
La tua sensibilità fra i pali più stretti di un "Gigante", abbinata alle curve più ampie di un "SuperG" sino alle dirompenti "cascate" di una discesa, laddove mollare e lasciar andare sono ingredienti indispensabili, ti sono valse la seconda Coppa del Mondo generale.
Grazie Fede, Regina dello Sci Mondiale!!!
AF
(uno che non scia...)